DiscoveryNG3 – Dario Rigolin (Comperio)

Vedi gli altri interventi di softxbib 2011

Avevo letto della sua presentazione già su In the mood for library, blog di Giulio Bonanome.

Nota a margine, Dario utilizza un portatile dell XPS M1330 come il mio lilith.

Lasciando perdere il gossip, Dario presenta discoveryNG3, un opac di nuova generazione che si integra con altri servizi di Comperio come il gestionale ClavisNG (disponibile su sourceforge nella versione Community Edition con licenza AGPLv3) o con le pagine del sito della biblioteca gestite tramite CMS.

Dovendo gestire tutte queste informazioni si è pensato di integrare questi aspetti in un software incentrato sul catalogo della biblioteca. Da questo proposito è nata l’idea di unire un CMS (SilverStripe), ampliare l’aspetto di community e di fonderlo con il catalogo della biblioteca, con la potenzialità di integrare (commenti recensioni etc) tra le diverse installazioni del software. La community potrebbe non essere solo locale per biblioteca, ma globale per tutte le installazioni favorendo (anche attraverso medaglie etc sfoggiabili su facebook, come avviene per farmville) il contributo degli utenti.

La scommessa forte è che questo tipo di interazione possa funzionare (a differenza dei bog legati agli opac che hanno spesso prodotto risultati modesti).

Si ritiene che l’integrazione con facebook, la possibilità di commentare un libro e far apparire il commento anche nel popolare social network etc possano aumentare l’aspetto sociale della biblioteca anche con effetto di coinvolgimento a catena.

Piero Cavaleri dubita che sia un modello così differente rispetto ai blog legati agli opac e dunque ipotizza possano avere una simile (non) riuscita. Io invece qualche chance in più la concedo. Ho visto anche in altre situazioni un riscontro positivo dato dall’integrazione con facebook  (siano esso commenti a news, sia a situazione più assimilabili a farmville). Il mio dubbio è invece se tutto questo porti dei vantaggi al core business delle biblioteche o, meglio, mi chiedo se l’aspetto sociale sia un mezzo o il fine e se è il fine se questa sia una nuova user task di cui tenere conto.

Se uno degli aspetti principali della library 2.0 è la partecipazione dell’utente, credo che favorire e spingere questa partecipazioni (come cerca di fare Discovery NG3) sia essenziale quanto (se non più) della creazione stessa degli strumenti di comunicazione.

Un altro aspetto su cui si è incentrata la presentazione è la necessità di promuovere la biblioteca, sia attraverso un’interfaccia che richiami quella di software noti (come il coverflow stile itunes) sia evidenziando il posseduto della biblioteca appetibile come dvd di cui spesso l’utente non immagina neanche sia possibile il prestito (anche un intervento della mattina in un altro evento collaterale ha ribadito questo punto che è evidentemente qualcosa su cui lavorare).

Infine sono rimasto incuriosito dalla metaricerca, loro come motore usano Pazpar2 di indexdata, che permette di estendere ricerche su fonti esterne (altri cataloghi, wikipedia, google etc) . Devo capire meglio non tanto l’aspetto tecnico, ma che valore aggiunto dia al patrimonio della biblioteca: far diventare il catalogo un gateway verso l’esterno che ritorno ha?

2 pensieri su “DiscoveryNG3 – Dario Rigolin (Comperio)

  1. Intanto complimenti per il resoconto di SOFTxBIB, fortuna che sei andato.🙂

    Per quanto riguarda DNG3 mi piacerebbe dirti come la penso circa i suoi 3 aspetti:

    1. community online: la versione attuale di DNG (in circolazione da qualche anno su SBPVR, CSBNO e altri), comprende già la possibilità per gli utenti di commentare/votare i titoli e mantenere aggiornato un proprio profilo (al momento chiamato ‘blog’). Da studente ho sentito più volte nominare l’opac di comperio come esempio italiano di “social opac”. Ora che ci lavoro, si cerca di continuare a migliorare questo aspetto ad es. introducendo il sistema di ranking.
    Per come la vedo io, la community online dovrebbe strutturarsi come manifestazione di una community “locale”, già legata alla biblioteca dall’utilizzo dei suoi servizi, spazi, patrimonio, con il valore aggiunto che online si possono offrire nuovi servizi per gli utenti.
    Non ho capito il paragone con i blog della biblioteca, che sono una cosa diversa dal tentativo di costruire una community. Li ho sempre percepiti come il tentativo dei bibliotecari di trovare nuovi e più agevoli strumenti di comunicazione rispetto a siti web o OPAC troppo rigidi.

    2. ricerche: non è che pensiamo di far diventare il sito della biblioteca un gateway o sostituirci ai motori di ricerca, sia mai🙂 Aggiungere un link che rilanci la ricerca su sistemi esterni è abbastanza semplice, quindi, potendo farlo, pensiamo solo che renderemmo più facile la vita dell’utente che non trova quello che cerca sul catalogo, suggerendogli altri posti dove cercare (magari altri cataloghi). In verità la vera innovazione, in termini di estensione delle ricerche, sarà rendere navigabili gli authority files….ma magari ne parliamo più avanti😛

    3. CMS: come dicevo prima sui blog delle biblioteche, il punto è proprio rendere semplice comunicare online per una biblioteca. Da parte nostra possiamo offrire lo strumento tecnico, poi sul valore che verrà dato alla comunicazione dipenderà in gran parte dai bibliotecari.

    Aggiungo che, ovviamente, DNG3 sarà configurabile per avere: o solo OPAC, o OPAC+CMS, o OPAC+CMS+community…
    In ogni caso, cercherò di tenere tutti aggiornati attraverso il mio blog (o meglio quello di comperio, se e quando ne avrà uno).

    Ciao
    Giulio

    • Grazie del commento e dei chiarimenti!

      Rispondendo alla 1: il problema è il reale utilizzo di questi social opac. Ad oggi i blog delle biblioteche (probabilmente era criptico, intendevo i blog degli utenti, non i blog dell’istituzione volto a superare la mancanza di un cms, questi http://sbp.provincia.verona.it/index.php?page=Community.Last per capirci – delle biblioteche integrati all’opac) ha avuto un utilizzo modesto (se si elimina ciò che è recensione e ciò che è lamentela, contributi importanti ma che possono essere gestiti in altro modo senza avere un opac sociale).

      Piero Cavaleri dubita che l’integrazione con facebook possa cambiare le carte in tavole. Io non sono così drastico, anzi, visti gli esempi che ho sotto gli occhi. Mi rimane il dubbio se questo impatti sul core business della biblioteca (o, se vogliamo spostarlo di livello portandoci sul piano filosofico, su quale sia il core business della biblioteca).

      La 2: è chiaro. Ovviamento non critico lo strumento (ormai abbastanza diffuso) mi chiedo se non abbia senso spendersi di più (certo è uno sforzo completamente diverso) per aprire delle porte nel web verso il catalogo invece del viceversa o per cercare di integrare il web con le risorse della biblioteca.

      Sulla 3 non posso che concordare. È assolutamente uno strumento essenziale, ancor di più se (come mi è sembrato di vedere) è integrato con il resto.

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