Tecnologie di gestione dei flussi documentali applicate ai documenti digitalizzati (DolFin) – Pierluigi de Cosmo

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DoLFin (Document Look FINder) è un prodotto di Infologic che era già stato presentato nel 2007 su Biblioteche Oggi.

Lo slogan è “dal digitalizzato al digitale” ossia si occupa di tutta quella fase che avgviene dopo la digitalizzazione: una volta che abbiamo i nostri bei TIFF ad alta qualità dobbiamo descriverli, strutturarli e, soprattutto, metterli a disposizione (in vari modi).

I vari modi dipendono dalle finalità e dai servizi che si vogliono offrire: visione, stampa, stampa ad alta qualità per opere commerciali etc.

DoLFin si occupa della creazione delle (plurale, a seconda delle finalità e servizi richiesti) derivate sia per la messa a disposizione via web (con o senza filigrana digitale) sia per la creazione di DVD per le immagini per la stampa. Pur gestendo le filigrane digitali per motivi di diritti DoLFin npn incorpora un sistema di gestione di DRM (c’è da chiedersi però se un simile controllo non sia da effettuare e gestire prima di DoLFin).

Recentemente affianco ai vari moduli che compongono DoLFin è stato messo a disposizione un servizio per le biblioteche che prende in gestione PDF li spacchetta e ne permette la navigazione in un’interfaccia grafica abbastanza carina in flash per vederla in opera si può vedere l’Archivio Digitale della Facoltà di Architettura dell’università Sapienza di Roma) .

Qui i miei primi dubbi, io non sono convinto che accrocchi in flash siano una scelta particolarmente convincente (neanche aggeggi in silverlight se è per questo).

Ad esempio per il software per gestire le digitalizzazione della Regione Lombardia (DOLLy che sarà rilasciato con licenza opensource a breve, stay tuned) si è optato per utilizzare il lettore di openlibrary e Internet Archive.

Altra questione è il peso delle derivate: finché siamo in locale ovviamente tutto bene, ma quando i contenuti vengono forniti via web i problemi si moltiplicano.

Per digitalizzazioni di monografie di dimensioni normali (anche A3 etc) nessun problema, ma mappe e riviste in grande formato (broadsheet) richiedono un attenzione particolare.

Basta pensarci e fare due calcoli: (33” x il numero di dpi, es 150) x (22” x 150 dpi) x il numero di bit (8 se scala di grigio 24 se a colori) ed ecco che anche comprimendo ci troviamo di fronte a un numero di bit (dividete per 8 per avere i byte) spaventoso se si pensa di fornire questi contenuti via web.

Una soluzione è usare dei piramidali, DoLFin credo di capire faccia così per le mappe, mentre per le riveste non mi è chiara la soluzione che hanno adottato.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è che affornte della possibilità di esportare in un XML (generico) nessuna delle istituzioni che utilizzano DoLFin ha sentito l’esigenza di richiedere MAG o, meglio (visto che sono iscritto al partito il MAG deve morire), METS.

Quest’assenza di interesse verso gli standard da un lato mi perplime dall’altro mi spaventa.

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