Archimista 2.0

Ieri è stato dato ufficialmente l’annuncio del rilascio di una nuova e attesa versione di Archimista, la 2.0.

Trovate il download per Windows qui e i sorgenti per l’installazione server o Mac su github.

Segnalo subito che tutte le mie guide sono da rivedere e NON sono valide per Archimista 2.0. Lo farò nei prossimi giorni. Gli script invece continueranno a funzionare tranquillamente.

Questa versione apparentemente non porta grandi nuove novità per gli utenti, anche se c’è qualcosa comunque di molto interessante:

  • reportistica migliorata con la possibilità di scegliere quali campi stampare, se includere le etichette e con la possibilità di stampare i campi per le unità speciali
  • migliorate le relazioni con le fonti

Ma soprattutto c’è un enorme cambiamento non visibile all’utente, ma essenziale anche per gli sviluppi futuri, come l’aggiornamento delle componenti Ruby e Rails.
Come avevo scritto oltre due anni fa, il supporto a Ruby 1.8.7 era scaduto, sicché non venivano rilasciate più patch di sicurezza e soprattutto diventava sempre più difficile reperire i componenti compatibili con quella versione. Inoltre mi è capitato che diversi ITC si rifiutassero (per certi versi giustamente) di installare una versione di ruby non supportata.Ora questo problema è stato superato anche se aggiornare passando attraverso due versione di ruby e due versioni di rails ha comportato una riscrittura sostanziale del software che ha impegnato la ditta TAI S.a.s.

Questa è l’altra novità sostanziale: lo sviluppo attuale è stato affidato dal Politecnico di Milano alla ditta TAI e non più a Codex Coop.

Questa novità è per me molto interessante, non tanto nei confronti di Codex a cui comunque va ascritto il merito dello sviluppo delle prime versioni di Archimista, ma perché mostra come un progetto open source non subisca il vendor lockin ma possa proseguire indipendentemente dalla ditta che inizialmente l’ha realizzato.

Anzi la mia speranza è che Codex continui a offrire servizi su archimista, come sembra essere dal loro sito, e sempre più aziende offrano servizi su Archimista e magari contribuiscano allo sviluppo del software.

Questo è il bello dell’opensource. Certo anche qui c’è un’altra faccia della medaglia, il lato oscuro della forza, ma questo lo rimandiamo a dopo l’uscita di Star Wars episode VII (ok non c’entrava niente ma sono troppo impaziente di verderlo🙂 )

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