L’inventario archivistico come Platinette

Martedì 29 settembre si è tenuto l’Arianna Day per festeggiare i 15 anni (e oltre) del software Arianna. Auguri!!!

Nel pomeriggio della giornata si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Quale futuro per gli strumenti di inventariazione archivistica?” a cui sono stato immeritatamente invitato.

Avrei voluto parlare del lavoro del gruppo EGAD e del modello concettuale e dell’ontologia RiC (Records in Contexts) che si sta sviluppando, ma appena sento la parola futuro/web semantico/web2/web3 applicati agli archivi mi scatta in mente il pezzo sulla locura della serie tv boris 3 (intendiamoci rimango un entusiasta della prima ora che parlava di archivi e web semantico nel 2005 e bla bla bla)

  • Vedi René in rete […] senza sapere che cosa vogliono, blaterano sempre di futuro. Ed occhi del cuore (l’inventario?) è il passato
  • Cioé?
  • Renato, svegliati, serve un qualche cazzo di futuro… Ma non il futuro alla medical dimension – che è una gran cazzata – Io sto parlano della locura..

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Gruppo di traduzione per (ICA)-AtoM 2.0

ICA-AtoM (dalla versione 2 solo AtoM) è un buon software per la pubblicazione di banche dati archivistiche. Probabilmente è meno buono lato funzionalità di riordino.

In Italia è poco diffuso anche per la mancanza di una traduzione italiana a parte quella vetusta e parziale fatta da me per una delle prime versioni.

In previsione dell’uscita della seconda versione è stata lanciata una call for translation.

Purtroppo non ho abbastanza tempo per curarla direttamente io, ma sarei felice di partecipare se si riuscisse a mettere su un gruppo per la traduzione. Magari in futuro si potrebbe tradurre anche il manuale etc.

Ovviamente, ahimé, a gratisse 😛

Incontro “Archivi e Web” a Firenze. Streaming e una riflessione

Domani 6 luglio ci sarà l’incontro “Archivi e web” a Firenze.

Sarà anche trasmesso in streaming su http://www.intoscana.it a partire dalle 15.

Il programma:

  • I sistemi informativi: strumenti di comunicazione archivistica / Federico Valacchi, Università degli Studi di Macerata
  • La politica della memoria: nuove frontiere per la divulgazione storica/ Roberto Olla, giornalista documentalista RAI3
  • Proiezione reportage tematico di Roberto Olla
  • Dibattito

Hanno dato la loro disponibilità a partecipare al dibattito:
Roberto Grassi, Mariella Guercio, Giovanni Michetti, Leonardo Musci, Ilaria Pescini, Maurizio Savoja, Diana Toccafondi

Avevano chiesto anche al sottoscritto di partecipare al dibattito, ma, per dirlo alla Bennato “i soldi di papà li spendo tutti qua a combattere sul fronte”…

Del resto con un parterre de rois di questo calibro (Grassi, Savoja, Michetti, Guercio) che ci andavo a fare? 😉

In realtà una nota l’avrei avuta da dire: “quis custodiet ipsos custodes?”

Nel senso che si fanno tanti discorsi sull’utenza archivistica, il web etc.
Si propongono soluzioni.
Si pontifica.
Io in primis per carità. Non mi nascondo anzi mi critico in prima persona (del resto come tutti i bloggHer con la acca ho insita la tendenza a pontificare)

Ma chiedere agli utenti cosa vogliano? mi sembra che lo si faccia un po’ poco (anche il mio tentativo qui è proprio un abbozzo di poco conto).

Eppure ci sarebbero molti studi da fare. Interviste, heat map, usabily test, ricerca etc

C’è un solo piccolo problema. Questi lavori costano e nell’immediato non fanno vendere nulla di più.
Son finiti gli sghei.
Peccato…

Abilità informatiche dell’archivista

Su Archiviando (il forum di ANAI lombardia) ho aperto una discussione su quale siano le abilità tecnologiche in archivistica.

La mia idea era quello di proporre come risultato un post simile a quello di Eric Lease Morgan sulle abilità tecnologiche per un bibliotecario.

Complice Roberto Grassi, la piega sta diventando più pratica (e utile) di quello che ipotizzavo/speravo 😉

Se vi capita buttateci un occhio.

Pubblicata la traduzione di ISDF: Standard internazionale per la descrizione delle funzioni

Sull’ultimo numero della Rassegna degli Archivi di Stato (anno III, numero 3) disponibile in pdf, è stata pubblicata la traduzione di ISDF – International Standard for Describing Functions, da me curata.

Non ci sono più scuse per non applicarlo in Italia 😉

Per un’idea su una sua possibile applicazione ai titolari vi rimando a ISDF e titolari.