Archimista tips & tricks #14: Installare Archimista 2 server su linux [ubuntu]

Questa guida sostituisce integralmente la precedente (che per la versione 2 di archimista non è più valida).

Cercherò di rendere la guida il più generale possibile per poter funzionare su qualunque distribuzione e con qualunque scelta venga fatta (di database o altro).

Tuttavia io l’ho provata su Ubuntu 14.04 con mysql e apache+passenger come server web. Sequendo tutti i passaggi lì deve funzionare per forza 😉 Continua a leggere

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Archimista: il buono, il brutto e il cattivo

Il buono

C’è un accordo tra la Regione Lombardia e il Politecnico di Milano per un duplice intervento su Archimista. Da un lato aggiungere un po’ di funzionalità e fissare alcune cose che non vanno. Dall’altra creare un modulo per la pubblicazione web. Trovate alcuni dettagli sul blog di Erregi.

Il brutto

Non mi pare che nella lista di interventi ci siano gli indici e il tema generale dei vocabolari (interni e esterni) che a mio avviso andrebbe ripensato da 0 (magari prendendo spunto da quel bel software che è xEAC, utile come idea anche su come pubblicare le informazioni sul web).

Il cattivo

Io, che faccio notare come Archimista sia un software con licenza opensource, ma non opensource né come modello di sviluppo, né come modello di processo decisionale.

E questo, a mio avviso, è un male che si ripercuote sulla qualità del prodotto. Sono convinto che se nella prima fase ci fossimo aperti di più avremmo ora meno problemi strutturali (given enough eyeballs, all bugs are shallow) e probabilmente più partecipanti attivi (come codice e non solo)

Perché un modello concettuale per gli archivi può essere utile

Questo blog post nasce in realtà da un commento che stavo scrivendo a un post sul blog archimacerata. Ma la risposta stava diventando troppo lunga e con troppi riferimenti per un commento e inoltre non ho capito come registrarmi per commentare a seguito della nuova policy del blog 🙂

Dunque si parlava di un modello concettuale per gli archivi e della sua utilità, in particolare sulla sua utilità per riuscire a scambiarci i dati fra i mille(mila) sistemi, software italiani dove ognuno (pur nel rispetto degli standard) fa quel cavolo che gli pare. Scrive infatti Pierluigi Feliciati:

E poi, siamo sinceri, credi davvero che la disponibilità di una base concettuale più solida (e chi deciderà quando sarà arrivato il momento?) olierebbe la strada per una effettiva collaborazione tra gli stakeholders, se il quadro dovesse essere sempre quello attuale? Continua a leggere

Come valutare i software di inventariazione archivistica. Seconda parte

Diversi mesi fa ho pubblicato un post su alcuni elementi da considerare quando si sceglie un software di inventariazione archivistica (in realtà bisognerebbe prima definire cosa si intende con software di inventariazione archivistica, ma va beh).

Visto che il dibattito sull’argomento è continuato anche via mail, allego ora la spiegazione di quelle voci.

Magari può servire a qualcuno, sempre considerando che nasce come lavoro per l’ente per cui lavoro basato sulle nostre esigenze etc.

E’ possibile che in seguito pubblichi anche il risultato della nostra indagine con la valutazione dei software presi in esame (dovrei vedere se limare la franchezza per evitare di tagliarmi opportunità di lavoro futuro… tengo famiglia etc etc)

Requisiti_funzionali_software_inventariazione (PDF)

Requisit funzionali software inventariazione (doc)

Archimista tips & tricks #2: trova e sostituisci globale

Mettiamo subito in pratica ciò che si è visto nel trick #1 (come modificare i file AEF): ipotizziamo che a fine schedatura quello che avevamo sempre chiamato erroneamente Alfredo Testa si chiamava in realtà Alfredo Testina.

In word useremmo un comodo trova e sostituisci. Vogliamo dire che word (i word processor in generale) siano strumenti migliori per la creazione di inventari? I nostalgici direbbero certamente sì, ma in questo caso possiamo cavarcela anche con uno strumento “moderno” come Archimista. Come? Modificando direttamente il file di salvataggio AEF.

Certo potrei accedere direttamente al database e da lì operare la sostituzione, ma in primis dovrei effettuare un po’ di query per essere sicuro di modificare solo il mio fondo e i suoi connessi. In secondo luogo non è detto che io abbia accesso al database, laddove non lavori esclusivamente in locale. Ecco i passi da seguire: Continua a leggere

Come valutare i software di inventariazione archivistica?

Questo è l’interrogativo che mi sono posto la scorsa settimana.

Dato che l‘archivio per cui ho iniziato a lavorare intende avviare la creazione di strumenti di corredo e intende creare un po’ di basi dati interrogabili, quale software usare e su che base sceglierlo (aldilà delle mie preferenze personali e dei miei lavori pregressi)?

Come accennavo oggi in un commento al blog archivistica e dintorni (nuovo indirizzo, segnatevelo) abbiamo provato a disegnare qualche use cases, qualche scenario di utilizzo. A partire dalle meno formalizzate (graficamente), ma a mio avviso più utili user stories.

Niente di scientifico, per carità, ma senza pretesa di universalità né di scrivere un articolo su questa base, ne abbiamo estratto una ventina di requisiti funzionali (e non funzionali) raggruppati in tre gruppi: Continua a leggere