Archimista tips & tricks #15:il duplica scheda

Una delle richieste più pressanti da parte della “base” nei confronti di Archimista è il duplica scheda.

Capita di avere numerose unità, fascicoli etc essenzialmente identiche in tutti i campi, tranne magari la data o il titolo.

Attualmente in Archimista non c’è possibilità di copiare una scheda se non a mano, tramite taglia e incolla.

Ho creato la possibilità di duplicare una scheda (come sempre pro domo mea, la metto qui qualora servisse a qualcun’altro).  Continua a leggere

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Rilasciati Archimista 2.1 e ArchiVista 2.0

Dal sito www.archimista.it sono disponibili Archimista 2.1.0. e ArchiVista 2.0.0

Le novità:

  • Archimista 2.1.0  – versione server e versione stand alone
    • Ridisegno unità speciali, in particolare per la descrizione di schede unità documentaria di tipo CARS – cartografia storica, D-Disegno, DT-Disegno Tecnico, F-Fotografia, S-Stampa
    • Miglioramento vocabolari controllati scheda Progetto
    • Miglioramento scheda Gruppo, per gestione delle pubblicazioni in ArchiVista con filtri corrispondenti ai gruppi di lavoro
    • Risoluzione bug per Indici
    • Risoluzione bug per report pdf su versioni stand alone
  •  ArchiVista 2.0.0 (prima ArchimistaWEB) – versione server e versione stand alone
    • Introduzione della versione stand alone per consentire la visione dei dati sulle postazioni stand alone su cui è installato Archimista stand alone
    • Gestione multisito: possibilità di creare una home page per ogni gruppo di lavoro presente in Archimista che consenta la ricerca e navigazione sui soli dati del gruppo
    • Miglioramento visualizzazione unità speciali

Buone notizie dal fronte Archimista con due ottimi aggiornamenti.

Quello più importante riguarda il visualizzatore, il vecchio ArchimistaWeb ora ArchiVista che può essere installato con semplicità in modalità standalone sul singolo computer e prevede la possibilità di avere viste diverse (multi sito) di una stessa banca dati (un po’ come le pagine di progetto di Siusa o quelle per le diverse Soprintendenze etc).

Ecco sul nome qualcosina da dire l’avrei (giusto per essere il solito polemico)… Capisco la necessità, avendo una versione standalone, di cambiare nome. Capisco e apprezzo anche il gioco di parole… Ma il posizionamento sul web di un nome generico come “archivista” lo vedo malino 🙂 Archiviewer, Archilink, Archivede (la versione modificata che avremmo usato qui a lavoro sarebbe stata Archifede), Archishow e fregnacce simili avrebbero avuto qualche chanche in più di non apparire solo alla decima pagina di google.

Detto questo vedo solo aspetti positivi. La versione standalone è una bella bombetta che a mio avviso fa fare all’accrocchio un deciso passo in avanti rispetto a altre alternative (cmq valide). Cioè io archivista che non so nulla di informatica in due minuti mi installo un software che mi permette di fare il mio lavoro E di mostrare al committente un risultato navigabile. Non solo. Sempre io archivista che non so nulla di informatica al committente lascio sul suo computer un risultato navigabile senza dover far nulla. E questo vale anche per il singolo one-man-archivist che gestisce un archivio privato e non.

Davvero una bella idea.

La versione multisito invece strizza l’occhio ai grossi aggregatori che ora potranno avere viste diverse pur avendo tutti i dati accentrati in un’unica banca dati.

Qualche novità anche per Archimista, soprattutto lato schede speciali. Qui sospendo il giudizio finché non avrò provato per bene.

A naso ci sono alcune cose che non mi convincono:

  • capisco il limitare le schede speciali a l’unità documentaria anche se, come tutti, i vincoli un po’ mi spiace (so di gente che aveva descritto album fotografici usando la scheda F a livello di unità archivistica logica… cosa peraltro che credo sia previsto dalle ICCD), ma va beh
  • mi sembra sia dalla descrizione delle novità, sia dando un’occhiata al codice che sia sparita la scheda OA. No bueno secondo me. Conosco un po’ di persone che l’hanno usata…
  • se ho ben capito è stato cambiato / rivoluzionato il funzionamento delle schede speciali. Queste in origini erano pensate come una “vista” diversa dello stesso oggetto (vista speciale, vista archivistica). Ora mi sembrano più un’estensione… Non ho ancora ben chiari quali possono essere i vantaggi o gli svantaggi del cambiamento, ma immagino sia stato ponderato

Nel complesso, buone novità!

 

 

Archimista tips & tricks #14: Installare Archimista 2 server su linux [ubuntu]

Questa guida sostituisce integralmente la precedente (che per la versione 2 di archimista non è più valida).

Cercherò di rendere la guida il più generale possibile per poter funzionare su qualunque distribuzione e con qualunque scelta venga fatta (di database o altro).

Tuttavia io l’ho provata su Ubuntu 14.04 con mysql e apache+passenger come server web. Sequendo tutti i passaggi lì deve funzionare per forza 😉 Continua a leggere

Archimista 2.0

Ieri è stato dato ufficialmente l’annuncio del rilascio di una nuova e attesa versione di Archimista, la 2.0.

Trovate il download per Windows qui e i sorgenti per l’installazione server o Mac su github.

Segnalo subito che tutte le mie guide sono da rivedere e NON sono valide per Archimista 2.0. Lo farò nei prossimi giorni. Gli script invece continueranno a funzionare tranquillamente.

Questa versione apparentemente non porta grandi nuove novità per gli utenti, anche se c’è qualcosa comunque di molto interessante:

  • reportistica migliorata con la possibilità di scegliere quali campi stampare, se includere le etichette e con la possibilità di stampare i campi per le unità speciali
  • migliorate le relazioni con le fonti

Ma soprattutto c’è un enorme cambiamento non visibile all’utente, ma essenziale anche per gli sviluppi futuri, come l’aggiornamento delle componenti Ruby e Rails.
Come avevo scritto oltre due anni fa, il supporto a Ruby 1.8.7 era scaduto, sicché non venivano rilasciate più patch di sicurezza e soprattutto diventava sempre più difficile reperire i componenti compatibili con quella versione. Inoltre mi è capitato che diversi ITC si rifiutassero (per certi versi giustamente) di installare una versione di ruby non supportata.Ora questo problema è stato superato anche se aggiornare passando attraverso due versione di ruby e due versioni di rails ha comportato una riscrittura sostanziale del software che ha impegnato la ditta TAI S.a.s.

Questa è l’altra novità sostanziale: lo sviluppo attuale è stato affidato dal Politecnico di Milano alla ditta TAI e non più a Codex Coop.

Questa novità è per me molto interessante, non tanto nei confronti di Codex a cui comunque va ascritto il merito dello sviluppo delle prime versioni di Archimista, ma perché mostra come un progetto open source non subisca il vendor lockin ma possa proseguire indipendentemente dalla ditta che inizialmente l’ha realizzato.

Anzi la mia speranza è che Codex continui a offrire servizi su archimista, come sembra essere dal loro sito, e sempre più aziende offrano servizi su Archimista e magari contribuiscano allo sviluppo del software.

Questo è il bello dell’opensource. Certo anche qui c’è un’altra faccia della medaglia, il lato oscuro della forza, ma questo lo rimandiamo a dopo l’uscita di Star Wars episode VII (ok non c’entrava niente ma sono troppo impaziente di verderlo 🙂 )

Perché un modello concettuale per gli archivi può essere utile

Questo blog post nasce in realtà da un commento che stavo scrivendo a un post sul blog archimacerata. Ma la risposta stava diventando troppo lunga e con troppi riferimenti per un commento e inoltre non ho capito come registrarmi per commentare a seguito della nuova policy del blog 🙂

Dunque si parlava di un modello concettuale per gli archivi e della sua utilità, in particolare sulla sua utilità per riuscire a scambiarci i dati fra i mille(mila) sistemi, software italiani dove ognuno (pur nel rispetto degli standard) fa quel cavolo che gli pare. Scrive infatti Pierluigi Feliciati:

E poi, siamo sinceri, credi davvero che la disponibilità di una base concettuale più solida (e chi deciderà quando sarà arrivato il momento?) olierebbe la strada per una effettiva collaborazione tra gli stakeholders, se il quadro dovesse essere sempre quello attuale? Continua a leggere

Come valutare i software di inventariazione archivistica. Seconda parte

Diversi mesi fa ho pubblicato un post su alcuni elementi da considerare quando si sceglie un software di inventariazione archivistica (in realtà bisognerebbe prima definire cosa si intende con software di inventariazione archivistica, ma va beh).

Visto che il dibattito sull’argomento è continuato anche via mail, allego ora la spiegazione di quelle voci.

Magari può servire a qualcuno, sempre considerando che nasce come lavoro per l’ente per cui lavoro basato sulle nostre esigenze etc.

E’ possibile che in seguito pubblichi anche il risultato della nostra indagine con la valutazione dei software presi in esame (dovrei vedere se limare la franchezza per evitare di tagliarmi opportunità di lavoro futuro… tengo famiglia etc etc)

Requisiti_funzionali_software_inventariazione (PDF)

Requisit funzionali software inventariazione (doc)

Archimista tips & tricks #5: cambiare il comportamento di default delle date dell’unità

In Archimista si è scelto che per le unità la data sia di default marcata con l'”Estremo cronologico finale uguale a quello iniziale”.

Io non sono particolarmente convinto che sia una buona idea  perché a primo impatto nascondere l’estremo cronologico finale rischia di creare disagio anche se per ripristinarlo basta levare la spunta (e questo disagio a primo impatto mi è stato confermato anche dall’incontro di presentazione che ho fatto a Bologna quest’anno).

Perché dunque si è scelto invece di farlo? Semplice: perché il mio parere conta come il due di bastoni con la briscola a spade 😀
A parte gli scherzi il motivo è dettato dal fatto che in Lombardia Storica Archivi il 55% delle date delle unità risulta avere estremo remoto e recente coincidenti.

Per me questo dato è inquinato dalle unità documentarie (dove, va da sé, la data è spesso unica e puntuale), ma va beh (questa mia teoria è confermata dal fatto che nel caso delle prove di import dalle banche dati piemontesi la percentuale era molto più alta… e ciò a causa di un’enorme presenza – nei test – di unità documentarie).

In ogni caso la verità è che questo varia da archivio ad archivio. Dove lavoro capita nel 5-10% dei casi. In tutti gli altri casi l’estremo cronologico iniziale e finale differiscono.

Se si vuole cambiare questo comportamento basta editare il file unit_event.rb in app\models (ad esempio C:\Program Files (x86)\Archimista\application\app\models) cancellando

:default_equal_bounds => true

(ottenendo questo https://raw.github.com/svassallo/archimate/arsi/app/models/unit_event.rb)